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1969
Disegno S&S n° 1998
LOA m. 12.64
LWL m.9.14
BEAM m. 3.45
DRAFT m.2.06
SUP. Velica
Randa mq. 38
Genoa mq. 60,4
Motore: Lombardini
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Alla fine
degli anni '60 Toni Pierobon aveva maturato l'idea di far disegnare
e costruire un monotipo, di non meno di 30 piedi al galleggiamento
(la misura minima ammessa all'Admiral's Cup), insieme con un gruppo
di altri undici armatori italiani, che potessero conseguentemente
competere tra di loro ad armi pari. Mise insieme un sindacato che
commissionò a Stephens un buon disegno , quello dell'Alpa 12,70. Restava
solo da identificare un cantiere che potesse affrontare la costruzione
mantenendo e rispettando gli elevati standard qualitativi di S&S.
Pierobon individuò per questo l'Alpa SpA. Come ha meticolosamente
ricordato Davide Zerbinati (Alpa, 1998, ricerca per una tesi di laurea),
il titolare del cantiere, Danilo Cattadori, uomo brillante e intelligente,
non tardò a comprendere che l'accettare la commissione da parte del
"sindacato Pierobon" per costruire una barca su disegno niente meno
che di Sparkman & Stephens, lo avrebbe proiettato per sempre e in
via definitiva nel mondo della grande cantieristica. Andò esattamente
così. Cattadori accettò da parte dei nuovi committenti la sfida e
costruì l'Alpa 12,70, su progetto di Stephens, accettando anche la
supervisione dei periti del Lloyd's Register of Shipping di Londra,
che certificarono la barca in classe 100 A1 (condizione che Pierobon
aveva posto come essenziale e non negoziabile). Secondo quanto viene
riportato in un articolo pubblicato su Yachting & Boating Weekly l'11
febbraio 1970 (pag. 11), in cui si parla di questa nuova e prodigiosa
barca voluta da Pierobon, l'Alpa progettava di varare in pochi anni
ben 135 esemplari della 12,70. Per vari motivi ne vennero costruite
"solo" quattordici (una fu anche acquistata da Marivela, la sezione
sportiva della nostra Marina Militare). Apparentemente tutte le barche
sono ancora oggi naviganti. Purtroppo per costruire tutte le 12.70
ci volle un periodo piuttosto lungo, e nel frattempo era stata introdotta
la nuova regola di stazza IOR (International Offshore Rule), che penalizzava
assai le barche concepite per la stazza RORC. Forse anche per questa
ragione Cattadori non portò a termine l'ambizioso progetto, ciò nonostante
le poche 12,70 varate e naviganti si difesero nelle competizioni mediterranee,
riportando successi ammirevoli, soprattutto per la loro abilità (tipica
e caratteristica delle barche S&S) di bolinare, soprattutto con vento
fresco.
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