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Kajar |
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1969 |
Il primo armatore di Kajar
fu il principe Abolghassen Amini, uno degli ultimi discendenti della
dinastia dei Kajar, che regnarono in Persia prima delle ultime due
reggenze degli Shah. Quando il principe vide il Kerkira II di Marina
Spaccarelli Bulgari, timonato dal comandante Straulino, piazzarsi
al secondo posto al campionato del mediterraneo, tenutosi a Marsilia,
contattò immediatamente Olin Stephens e gli chiese una co-sorella
in grado di competere vittoriosamente. La barca fu costruita nello
stesso anno dal cantiere Gallinari ad Anzio sotto la direzione di
Rod Stephens che seguì direttamente tutte le fasi della costruzione.
La barca fu progettata secondo gli schemi tradizionali, ma sfruttando
le innovazioni tecnologiche che offrivano allora i moderni materiali.
Lo scafo è costituito da corsi di fasciame di mogano rosso di 28mm
incollati di testa e ribattuti con rivetti di rame su ordinate di
rovere piegate a vapore. Un robusto corrente longitudinale unisce
tutte le ordinate. I madieri sono in acciaio inox AISI 316, fissati
allo scafo con perni passanti sempre di acciao inox AISI 316. La coperta
è in teak da 22mm, incollata sopra una base di compensato marino di
mogano, sorretta da eleganti bagli in lamellare, anch'essi di mogano.
Una robusta chiglia di rovere sorregge una pinna realizzata con fusione
di piombo. Gli interni sono tutti di mogano. In definitiva si ottenne
una struttura leggera ma estremamente resistente ed elastica. Kajar
è un piccolo veliero, assai elegante, disegnato con un orientamento
già indirizzato verso regole di stazza IOR, in cui si coglie la positiva
influenza del RORC (Royal Ocean Racing Club). Infatti ha slanci pronunciati,
bordo libero assai basso e cavallino poco accentuato, ma elegante
nella sua linea gentile. Le sezioni dello scafo arrotondate, che mostrano
già una leggera campanatura verso il trincarino, pinna a squalo, timone
separato con uno skeg importante. L'armamento è a sloop in testa d'albero,
un piano velico caratteristico per quell'epoca in cui si accentuava
la superficie del genoa (160%) su quella della randa, con una superficie
velica complessiva di 55mq. Le doti marine di questa barca sono ancora
oggi eccezionali soprattutto nelle andature di bolina nelle quali
è estremamente docile al timone e non "sbatte" sull'onda neanche con
mare formato. Il baglio massimo generoso di 3.20m ha dato la possibilità
di disegnare una sistemazione degli interni decisamente logica e funzionale.
Entrando sottocoperta dal voluminoso tambuccio centrale, sulla dritta
si trova la cucina, ben equipaggiata con fornello, lavello in acciao
inox e ghiacciaia. Sulla sinistra si trova la cuccetta del navigatore,
che si estende sotto la panca del pozzetto e la cui testata funge
da sedile per chi lavora al tavolo di carteggio, esattamente alla
sinistra della scaletta di ingresso. Una bassa paratia divide la zona
cucina e carteggio dalla quadrato, spazioso, con due ampi divani ,
uno per ogni murata, con tavolo centrale. A proravia della dinette
si trova una paratia che la separa dal bagno e dalla zona armadi.
Un'altra paratia e poi la cabina di prua con due letti sormontati
da un ampio tambuccio. Il motore è posizionato al centro barca, sotto
il tavolo della dinette, scelta dettata dallo spirito regatante dei
progettisti. Tale soluzione, oltre ad avere il chiaro vantaggio di
posizionare un peso non trascurabile al centro ed in basso, con conseguenze
positive sulla stabilità della barca, offre un totale accesso sui
quattro lati del motore, con evidente facilità di manutenzione e riparazione.
Nel 1981 Kajar fu acquistata dal Circolo Velico 3V ed affidata ad
un amatore appassionato che da sempre l'ha conservata in perfetta
efficienza. Da allora Kajar ha navigato per tutti i mari del Mediterraneo,
anche in condizioni meteorologiche difficili, toccando le coste della
Grecia, Turchia, Tunisia, Spagna e Francia, dimostrando di essere,
oltre un ottimo veliero da regata anche una comoda e sicura barca
da crociera. La continua manutenzione, attenta a conservare l'originalità
della barca, ha evitato di dover intervenire con opere di restauro
sullo scafo e sulla coperta, ancora quella originale. Gli unici interventi
subiti negli anni sono relativi alla manutenzione e sostituzione delle
parti meccaniche: nel 1992 fu sostituito il motore originale Faryman
25 CV e la relativa trasmissione con un moderno Volvo Penta 28 CV
e nel 1995 fu sostituito l'albero ed il relativo armamento con un
moderno e più leggero profilo SparCraft. Stazzata AIVE, negli anni
Kajar ha preso parete ai raduni di barche d'epoca piazzandosi sempre
nelle prime posizioni. Kajar dopo 31 anni di vita conserva lo splendore
originale ed è un esempio di come un veliero di legno può navigare
nel tempo senza mai invecchiare. |
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