1976
Disegno S&S n° 2167
LOA m. 11.66
LWL m. 8.53
BEAM m. 3.53
DRAFT m.2.00
Dislocamento: kg. 8.500
Zavorra: kg.3.718
SUPERFICIE Velica mq 76
Motore: Buk DMV24 ME, 1985
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Lo Swan 38 è un III Classe trasformabile
in One Tonner che riprende in piccolo tutti i temi abituali della
Nautor:
raffinatezza, pignoleria ed estrema ricercatezza nelle finiture. Le
linee di coperta sono quelle classiche degli Swan; le soluzioni non
esulano dal classico e dal super-collaudato. Un rapido sguardo ai piani
di costruzione della barca e ci si rende conto di trovarsi di fronte
ad un classico progetto di Stephens; la linea di coperta è pulita e
filante,gli slanci della carena non sono tanto accentuati, in omaggio
alla tendenza degli anni '70 che cerca di riunire le mosse attorno al
baricentro. Così facendo si riduce, a parità di dislocamento, il momento
di inerzia e quindi il periodo di beccheggio. La costruzione dello scafo
è in vetroresina; la coperta amente rivestita in teak, materiale che
domina anche negli interni; il bulbo è in lega di piombo e antimonio,
assicurato con bulloni in acciaio inox. L'esperienza di Stephens, unita
alla grande pratica in costruzioni navali della Nautor hanno suggerito
quei piccoli particolari che fanno dello Swan '38 una barca completa
e sofisticata. L'armamento è a sloop in testa d'albero. L'albero è in
lega di alluminio a sezione ovale. Anteriormente porta la rotaia per
l'attacco dei tangoni, in lega d'alluminio a sezione tonda, che trovano
alloggio in coperta in due scanalature ai lati della tuga in modo da
formare un tutt'uno con la coperta. Pure in lega di alluminio è il boma
a sezione tonda con tesabugne a maniglia per smagrire la randa. Ogni
particolare è curatissimo, costruito appositamente dal cantiere per
questa barca. Paragonare gli interni dello Swan 38 ad un salotto è poca
cosa, in quanto la cura dei particolari, lo spazio sapientemente sfruttato
e suddiviso suggeriscono un paragone con un mobile d'arte. In effetti,
appena sotto coperta si ha l'impressione di entrare in un luogo creato
non solo per ospitare l'equipaggio ma anche per proteggerlo, rilassarlo
e servirlo mettendogli a disposizione soluzioni e attrezzatura di lusso.
Sotto la scaletta trova posto il motore, completamente insonorizzato,
sulla destra il gruppo cucina con lavello, ghiacciaia e stipetti, a
sinistra il tavolo da carteggio con il quadro degli strumenti e al centro
della dinette il tavolo con due divani trasformabili e due cuccette
per il navigatore, poi la paratia dietro la quale si nasconde l'albero.
La toilette con doccia, W.C. e lavello è sulla sinistra di fronte all'armadio
per le cerate, a prua la cabina di servizio (tipica di tutti gli Swan)
con due cuccette in tubolare asportabili, solitamente adibita a cala
vele, in comunicazione con la coperta per mezzo di un largo boccaporto
Goiot da dove è possibile passare i sacchi vele. A poppa la cabina ospita
una cuccetta doppia e una singola. Una grande dote della barca è l'estrema
luminosità degli interni. Fuori, in pozzetto, lo spazio è ristretto,
anche a causa della colonnina del timone a ruota con la chiesuola per
la bussola. Il tutto è un po' ingombrante e l'equipaggio in manovra
non ha molto spazio. Nel 1976 lo Swan 38 costava 243.000 marchi finlandesi
(circa Lire 43.000.000) con la dotazione standard prevista dal costruttore
nelle sue specifiche di costruzione (un capitolato molto dettagliato
in cui inoltre sono specificate molte caratteristiche costruttive, inerenti
lo scafo, le ferramenta e le chiodagioni, la zavorra, le paratie, l'attrezzatura,
l'equipaggiamento, la falegnameria - voce notevolmente ricca di dettagli
- le vernici, la meccanica - la propulsione -affidata ad un entrobordo
diesel costruito dalla Bukh, un bicilindrico raffreddato ad acqua di
mare, che eroga 20 HP a 3000 giri al minuto (24 nella versione più moderna
a iniezione diretta) - l'impianto elettrico, l'alberatura, le manovre,
l'attrezzatura di coperta). Trattandosi di uno Swan, non si può fare
a meno di pensare al Sayula, che partecipò alla prima Whitebread, regata
intorno al mondo, alla barca cioè che corre con sicurezza, accessoriata
e carica di tutto punto. La politica del cantiere finlandese era infatti
quella di non sacrificare il comfort per la velocità. Le miglia fatte
dai vari Swan in tutti i mari ed in qualsiasi condizione, testimoniano
appieno delle doti marine di questa filosofia costruttiva. Per quanto
riguarda specificatamente lo Swan 38sono da sottolineare la prontezza
con cui la barca risponde al timone, e le doti della carena, provate
dall'ottimo angolo di bolina che lo scafo consente senza perdere velocità.
Alle andature portanti, sono buone la stabilità e l'assenza di noiosi
movimenti di rollio; il dislocamento pesante (pur tenendo conto della
riduzione degli slanci) ed il notevole pescaggio comportano invece un
elevato momento d'inerzia ed imprimono allo scafo un ampio e lento beccheggio.
Del resto solo il dislocamento pesante permette di ottenere scarse riduzioni
di prestazioni al variare del moto ondoso e quindi velocità medie interessanti.
Navigando su queste barche si ha una sensazione di padronanza, di completo
controllo, tale da invogliare ad osare sempre di più, di andare sempre
più avanti nella sicurezza più completa: una sensazione che sicuramente
ben conoscono tutti quelli che hanno messo i piedi a bordo di barche
come questa. Lo Swan 38' è una bella barca, con buone prestazioni; comodissima
per la crociera, è riservata ad una clientela raffinata e competente.
Piacciono le sue linee aggressive, soddisfano esteticamente e tecnicamente
le sue soluzioni definitive, si rivelano funzionali le sue dotazioni
standard offerte dall'esperto costruttore. Infine non si possono dimenticare
gli exploit di questi scafi finlandesi in regate internazionali.
Il 38, con le sue 116 unità varate,
è la barca costruita nel maggior numero di esemplari dalla Nautor. Disegnata
nel 1973 da Sparkman & Stephens, è rimasta in produzione presso il cantiere
finlandese dal 1974 al 1978, e si è terminato di costruirla solo perché
la filosofia della Nautor è che uno stampo, per mantenere le caratteristiche
di perfezione desiderata, non possa essere utilizzato per più di un
dato numero di volte. Ha delle doti marine eccellenti e, soprattutto,
in navigazione è di ineguagliabile bellezza ed eleganza.
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