Samurai |
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1962
LOA, m 18.90 LWL, m 13.85 BEAM, m 4.10 DRAFT m 2.62 Stazza, tonn 32 Sup. velica mq 165 Motore: Volvo Penta TMD 31A |
Uno dei settori della nautica da diporto di cui al giorno doggi si discorre con sempre maggiore frequenza e interesse è quello riguardante le barche d'epoca. I raduni, che una volta erano sporadici e frequentati da pochi appassionati, sono ora assai numerosi e ricchi di partecipanti e spettatori, sono attive diverse associazioni (ricordiamo tra laltro che in Italia cè l lAIVE -Associazione Italiana Vele dEpoca-, forse il più brillante tra i clubs che si occupano di velieri antichi, che opera in collaborazione con lo Yacht Club Italiano), con il preciso scopo di promuovere e arricchire il patrimonio nautico, si scoprono diversi armatori che, spinti da grande entusiasmo, girano il mondo per scovare relitti da recuperare, al costo di sforzi enormi, in tempo, dedizione e denaro. Non bisogna però scordare che se queste barche oggi esistono, lo si deve ad armatori, galantuomini daltri tempi, che le commissionarono. Fino a tutti gli anni 60 lapproccio del futuro armatore era alquanto standardizzato, ci si rivolgeva al progettista, o al cantiere, per farsi costruire la barca al meglio, spesso senza prendersi il disturbo di farsene preventivarne il costo. Purtroppo accadde nella maggior parte dei casi che gli armatori non trovarono nella loro discendenza il medesimo amore che li aveva spinti a farsi costruire i loro gioielli, i quali finirono, spesso, abbandonati e in disarmo nei loro invasi nei piazzali dei cantieri. In questo panorama talvolta triste, spicca in Italia, tra le altre, uneccezione. Si tratta di una barca che Cesare Sangermani costruì nel 1961 per un armatore lombardo, con discendenze liguri e forse un po di acqua salata nelle vene, che ne è tuttoggi, insieme con i tre figli, il proprietario: la barca è Samurai. Quando il nostro armatore decise di volersi confrontare con i suoi amici in mare, capì che la scelta era per lui quasi obbligata e così decise di commissionare la barca al più noto tra i costruttori di barche da diporto attivo a quel tempo. Nulla di particolarmente straordinario fino a questo punto, se non forse il fatto che invece di lasciare "carta bianca" al cantiere, larmatore seguì la costruzione del veliero fino ai dettagli i più apparentemente insignificanti, collaborando attivamente alla fase progettuale come a quella costruttiva, prendendo visione dellopera quasi quotidianamente. Ciò che stupisce, come accennato poco sopra, è che egli oggi, dopo quasi quarantanni, ne sia ancora larmatore. In questa sua passione è stato seguito, e se possibile con maggior coinvolgimento e amore, dai suoi tre figli: Luigi, Filippo ed Edoardo. Samurai è un prima classe RORC (Royal Ocean Racing Club), cioè significa che si tratta di una barca da regata progettata seguendo i dettami di un sistema di misurazione utilizzato fino allinizio degli anni 70, che tra laltro, sulla falsa riga del regolamento di stazza CCA (Cruising Club of America), rispetto al più moderno IOR (International Offshore Rule), promuoveva barche relativamente strette e con ampi slanci e quindi poca lunghezza al galleggiamento, barche forse non velocissime in assoluto, ma di sicuro molto marine, certamente più di tanti velieri moderni. Il RORC si prefiggeva infatti di dare dei criteri e delle regole affinchè venissero progettate barche per regate oceaniche. Samurai è stato costruito con tecnica tradizionale, consolidata da Sangermani, cioè a fasciame rivettato, allinglese; un solo corso in mogano alleggerito su ordinate in lamellare di iroko. La coperta in teak massello è adagiata su compensato, la disposizione degli interni prevede un quadrato non esageratamente spazioso, con tavolo da carteggio; tre grandi cabine a doppie cuccette, ciascuna con proprio locale toilette, cucina e cabina equipaggio con servizi. Una disposizione classica e razionale. Sotto le panche del pozzetto, allestrema poppa, grandi spazi per le vele. Per il disegno dellarmo e del piano velico, fatto questo che la dice assai lunga circa la serietà e professionalità con cui era stata intrapresa la progettazione e costruzione della barca, si era interpellato John Illingworth (1903 1980). Dobbiamo ricordare a questo punto che Illingworth, già capitano della Royal Navy, è il vero padre del moderno yachting da regata, autore di Offshore (Adlard Coles, 1961), una vera "bibbia" del settore. Fu tra laltro il promotore della più famosta regata daltura dellemisfero australe, la Sydney-Hobart. Illingworth, in collaborazione con Laurent Giles prima e con Angus Primrose in seguito (a questi due era affidato esclusivamente lonere di disegnare le linee dacqua), progettò barche eccezionali per la loro modernità e velocità assoluta, quali Myth of Malham,e Maid of Malham; Illingworth era soprattutto famoso, già dopo la guerra, per la sua particolare genialità nel disegnare i piani velici. Non dimentichiamo poi che fu lui ad inventare larmo a cutter in testa dalbero, chiamato dagli americani slutter, per il suo essere una via di mezzo tra lo sloop e il cutter. Era la persona alla quale ci si doveva rivolgere per la realizzazione del piano velico di Samurai, una barca nata con il preciso scopo di divenire un purosangue da regata. A bordo, celato dentro uno dei famosi cassetti in legno massello di Sangermani, cè un ingombrante raccoglitore nel quale sono meticolosamente raggruppati le decine e decine di ritagli di articoli di giornale scritti negli anni, alcuni ormai ingialliti dal tempo. Scorrendo questa raccolta, locchio non può non cadere, per esempio, su quel resoconto scritto sul finire degli anni 60 da un cronista del Corriere della Sera, che da bordo, di notte, via radio, dettava alla propria redazione di Via Solferino la cronistoria di uno straordinario passaggio della Giraglia, nella regata che prende il nome dallomonimo scoglio in Corsica, davanti a una flotta di agguerriti avversari, oppure a quel trafiletto in prima pagina sul Nice Matin, con fotografia della barca e del suo equipaggio, piazzatisi al primo posto (davanti a "mostri sacri" quali Gitana...). Samurai è una barca vincente, lo è sempre stata. Nelle banchine, durante i raduni, si mormora, scherzosamente, e con un poco di ammirazione, che sulla barca è stata posta una congrua taglia! I primi successi sono quasi persi nel tempo degli anni 60, vi è poi il "buco" degli anni 70 e 80, (lepoca dello IOR), in cui le barche disegnate per la stazza RORC vennero dimenticate e abbandonate, non essendo più competitive. In questa fase, in cui ancora non si parlava di raduni dedicati alle barche depoca, Samurai non fece la fine di quasi tutti gli altri velieri, e invece di essere dimenticata e abbandonata, venne tenuta con amore e sacrificio, in stato impeccabile, per le crociere mediterranee della famiglia. A bordo, nel corso degli anni ci si è dati delle regole, alcune dette, come quella che in regata non salgono donne, altre no, come quella che a bordo non ci devono essere professionisti pagati. Mai. Solo la famiglia degli armatori e i loro amici, e in particolare le tre postazioni fondamentali stanno "in casa": al timone il figlio maggiore Luigi, alla tattica quello di mezzo Filippo e il pequeño Edoardo a prua, il "numero 1". Se si pensa ai successi agonistici di Samurai in questi anni recenti, in particolare alla vittoria del trofeo Challenge European Grand Prix 1999, conseguito dopo una serie di regate vittoriose in Francia (Antibes, Montecarlo, Cannes e St. Tropez) e in Spagna (Palma de Maillorca), ci si rende conto che la barca ha certamente delle linee eccezionali (soprattutto, in considerazione delle sue 30 e oltre tonnellate di peso), ma soprattutto che un affiatato equipaggio di amici appassionati può, a volte, più di uno professionista (nel 1999 la seconda classificata del trofeo europeo è stata la grande goletta disegnata da Herreshoff, Mariette, dellamericano Tom Perkins, lanno precedente ha vinto il trofeo Dorade, del cavalier Gazzoni, portata da un equipaggio di primo livello mondiale, tra cui il timoniere di Coppa America Sandro Berti Ceroni). |