Sparkman & Stephens Association nel mondo

Contatti nel mondo

Chairman :John Bailey
Acting Vice Chairman: Rob Snoeks
Segretario Generale: Patrick D. Matthiesen
Segretario Francia: Herve Elies
Segretario Paesi Bassi: Rob Snoeks
Segretario USA: Steve Kloeblen

La Sparkman & Stephens Association UK,   presieduta da John Bailey, ha la sua sede principale in Inghilterra. Il segretario generale è Patrick D. Matthiesen, coadiuvato da Hans Ketterings per la parte redazionale, Patrick Matthiesen nuovamente per quanto riguarda le barche in legno e Matteo Salamon per quelle in vetroresina. Il presidente onorario, Olin Stephens, e' affiancato da Mitch Neff, attualmente chairman alla S&S Inc. di New York
Lo Yacht Club de l'Odet, nella migliore tradizione francese, organizza piu' di un appuntamento all'anno dove partecipano numerose le barche S&S.
La Sparkman & Stephens Association Olanda, il cui segretario è Rob Snoeks, che e' pure ex Presidente dell'Associazione, ha sede a Rotterdam.


Sparkman & Stephens Story

Nel gennaio 1928 un giovane poco meno che ventenne con la passione per le barche a vela tracciò il disegno delle linee d’acqua di un 6 metri SI e lo spedì a una rivista di nautica: Yachting. Il disegno venne pubblicato, e non sfuggì all’occhio attento ed esperto di quello che era ritenuto il più acuto broker di imbarcazioni da diporto dell’epoca: Drake Sparkman. Questi convocò immediatamente il giovane progettista, che si chiamava Olin Stephens, e gli offrì una scrivania nel suo ufficio. L’anno seguente, l’11 novembre, Drake Sparkman insieme con i suoi due fretelli James e James Murray, e Olin e Rod Stephens, si associarono formalmente, e nacque la Sparkman & Stephens Inc..

Mentre il fratello più giovane di Olin, Rod, era impegnato a lavorare nel cantiere di Henry B. Nevins, a New York, Drake Sparkman, che era socio del Larchmont Yacht Club, non rimase con le mani in mano, e saputo che si stava delineando la possibilità di ideare e costruire una nuova imbarcazione per inserire nel mondo della vela i ragazzi giovani. Ottenne l’incarico per se, e mise all’opera il suo nuovo socio, perché tracciasse le linee di quella che sarebbe divenuta la prima barca progettata dallo studio Sparkman & Stephens, Il disegno S&S n° 1, il One Design Sound Junior Class, noto anche con il nome di Manhasset Bay Dinghy. La società però stentava a decollare (non si dimentichi che era l’epoca della grande depressione economica) fu allora che il padre dei due Stephens, Olin Sr., corse in loro aiuto e commissionò il progetto di una barca da regata di 15 metri: DORADE (1929, disegno S&S n°7).

Dal momento del suo varo, questa barca venne definita all’unanimità il primo vero Ocean Racer moderno. Nel frattempo anche Rod era entrato a far parte della Sparkman & Stephens Inc.. DORADE venne varata e iscritta alla regata transatlantica, con il proposito di raggiungere l’Inghilterra, dove avrebbe partecipato al Fastnet. DORADE si presentò alla linea del traguardo, sotto il faro dell’isola di Scilly, quattro giorni prima che la flotta delle altre barche cominciasse ad arrivare. Questo episodio diede il titolo al primo dei diversi libri (Francis Kinney, 1978) che sono stati scritti su Olin e Rod Stephens: infatti, alla domanda gridata da Olin al guardiano del faro, "come ci siamo piazzati?", ottenne la risposta You are first!

Dopo la regata del Fastnet, vinta anch’essa, DORADE venne caricata sul ponte di una nave e spedita nuovamente a New York, al suo arrivo, l’intera famiglia Stephens venne accolta con festeggiamenti che mai si erano visti prima per marinai di ritorno da una regata, furono trasportati attraverso le strade di Manhattan come fossero dei re. L’America era entrata nel mondo internazionale dello yachting da regata con gli onori del vincitore, i fratelli Stephens ne furono gli artefici.

Il successo ottenuto da DORADE nelle regate non doveva essere sfuggito a Walter Barnum, benestante uomo d’affari, quando, dovendo scegliere chi avrebbe progettato e costruito il regalo che doveva ricevere per il suo compleanno dalla moglie, una barca a vela, indirizzò la lettera di commissione alla Sparkman & Stephens. Olin disegnò l’unico schooner della sua carriera, probabilmente uno tra i più belli che siano stati costruiti in questo secolo: BRILLIANT (1932, disegno S&S n° 12), oggi di proprietà del Mystique Seaport Museum, che lo ricevette in dono da Walter Barnum.

Olin Stephens non era e non è il tipo di uomo che si siede sugli allori, è anzi il più rigido critico di se stesso, quindi, resosi conto che DORADE, pur plurivittoriosa, aveva l’innato vizio di tendere a rollare parecchio, in particolare con mare formato e nelle andature di poppa, si mise al lavoro sulle sue linee, nel tentativo di trovare una soluzione a questo problema. L’occasione perfetta fu la commissione di STORMY WEATHER (1934, disegno S&S 27) da parte di Philip le Boutiller. A questa barca Olin diede una forma diversa, soprattutto nelle sezioni sommerse, che vennero leggermente arrotondate rispetto a quelle relativamente diritte di DORADE, e aumentando il baglio massimo (il rating di allora penalizzava le barche strette) e accennando a un primo leggero incavo a prua, sotto la linea di galleggiamento. STORMY WEATHER fu una barca talmente eccezionale che il grande progettista/scrittore inglese Uffa Fox (Cfr. Bolina n° 140 - 141) propose di riprenderne le linee e di farne un monotipo da regata. STORMY WEATHER fu probabilmente la barca che conseguì il maggior numero di vittorie nella storia dello yachting moderno.

Negli anni successivi l’attività dello studio divenne assai frenetica, Olin, assai dotato fino dall’infanzia al calcolo, con una innata vena sensibile e artistica, dedicava tutto il suo tempo allo studio dell’evoluzione delle carene, tra l’altro la sua collaborazione con W. Starling Burgess al disegno dell’ultimo dei J-class, RANGER (1937 disegno S&S n° 77 c3), su commissione di Harold Vanderbilt, vittorioso alla Coppa America del 1938, gli portò un’immensa fama e successo, quindi lavoro, da ogni parte del mondo. Non si dimentichi poi che proprio durante la progettazione del J-class Olin adottò per primo il concetto di prova in vasca dei modelli in scala.

Nel frattempo Rod, uno degli uomini di mare tra i più esperti e richiesti degli Stati Uniti, passava oltre la metà del suo tempo a viaggiare per visitare i cantieri, per seguire di persona la costruzione delle barche progettate dallo studio S&S Inc.. Il poco tempo che passava a New York, oltre a regatare, lo dedicava all’elaborazione dei piani velici, compito in cui era assolutamente insuperabile, e a scrivere articoli (tra l’altro aveva una rubrica fissa su Yachting, che si intitolava Rod Rigging -un gioco di parole, dato che in lingua inglese rod rigging è l’argomento che tratta dell’armamento e delle manovre fisse di una barca a vela-).

Durante la seconda guerra mondiale lo studio Sparkman & Stephens, e in particolare Rod, diede il suo valido e insostituibile contributo al paese e alle forze alleate. Rod infatti, insieme con Palmer Cosslett Putnam, un facoltoso appassionato yachtman, uomo di idee, e Dennis Puleston, un esperto marinaio di origine inglese naturalizzato americano, ideò, progettò e costruì il DUKW, il famoso mezzo da sbarco anfibio che permise all’esercito americano di trasportare merci e truppe d’assalto sulle spiagge della Normandia, dalle navi, durante il D-Day, così come in Sicilia, in Indocina, ecc. ecc., quindi un mezzo, di cui ne furono consegnate solo all’esercito statunitense circa ventimila unità, che fu fondamentale per la vittoria delle truppe alleate.

Terminata la guerra la Sparkman & Stephens riprese a lavorare a nuovi progetti, nello studio collaboravano ora oltre 120 persone, e solo di commissioni, il fatturato era ben oltre il $1.000.000.

Quando Carleton Mitchell decise di rivolgersi allo studio S&S per farsi disegnare una barca pensata per le sue crociere estive in famiglia, ma senza disdegnare la partecipazione a regate, mai avrebbe pensato che la sua sarebbe divenuta l’ennesima stravolgente creazione firmata S&S. Il giorno del suo varo, FINISTERRE (1954, disegno S&S n° 1054) fu ritenuta una barca buffa, sgraziata con quella strana forma piatta e larga, ridicolizzata anche da certuni, che ancora non sapevano che quella era una forma che avrebbe, ancora una volta, rivoluzionato il concetto delle barche da diporto. FINISTERRE vinse la Bermuda Race (600 miglia di dura regata in Atlantico, da Newport a Bermuda) per tre volte (nel 1954, 1958 e 1960, record che da allora non fu più ripetuto), e si piazzò al primo o al secondo posto a tutte le regate cui prese parte, anche grazie al grande vantaggio di rating, che, come già negli anni ’30, premiava le barche più larghe al baglio massimo.

Oltre a progetti di barche "normali", destinate quindi a partecipare a regate, ma anche e soprattutto alle crociere familiari, perciò con interni confortevoli e lussuosi (quindi pesanti), lo studio S&S ha dedicato la maggior parte delle proprie energie al concepimento di puri racers. La barca che per definizione appartiene a questa categoria è quella che ogni tre anni è destinata a difendere i colori della propria bandiera nella più famosa tra le regate internazionali: la Coppa America.

Portano la firma S&S i progetti di barche che per ben otto volte si sono aggiudicati la prestigiosa vittoria, da RANGER, disegnato in collaborazione con W. Starling Burgess, attraverso COLUMBIA (1958 disegno S&S n°1343), CONSTELLATION (1964 disegno S&S n° 1773), INTREPID (1966 disegno S&S n° 1834, vincitore del trofeo nel 1967 e nel 1970) COURAGEOUS (1971 disegno S&S n° 2085, vincitore del trofeo nel 1974 e 1977) fino a FREEDOM (1980 disegno S&S n°2368).

Un record che sarà difficile ripetere.

Dalla data della sua fondazione a oggi, oltre 2500 sono i disegni firmati dallo studio Sparkman & Stephens Inc., dove, nel corso della sua oltre che cinquantenaria storia, sono stati a fare il loro apprendistato, o a lavorare come disegnatori, le più grandi "matite" moderne: dalla Danimarca Jim Andersen e Aage Nielsen, dall’Argentina German Frers Sr., dalla Germania Gerhard Gilgenast, dall’Olanda Johann Valentijn, dal Sud Africa Angelo Lavranos, dall’Australia Scott Kaufman, e per finire dagli USA Halsey C. Herreshoff [nipote del grande Nat Herreshoff], Francis Kinney, Alvin Mason, Gary Mull, David Pedrick, William Langan e Robert Harris.

A capo della S&S Inc., che oggi conta quasi tremila progetti alle sue spalle, c’è ora Mitch Gibbons Neff, a capo del team che ha progettato GEMINI, una barca italiana dalle soluzioni avveniristiche.

 

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